Sin da bambino, Bizzarri non si accontenta di usare gli oggetti: deve capirli. Le radioline con cui il padre ascolta le partite diventano le prime cavie: spariscono in pezzi sul tavolo e riemergono saldate meglio di prima. Gli amici di famiglia ironizzano — “smonta tutto” — senza immaginare che dietro quella curiosità c’è già la disciplina del tecnico: osservare, comprendere, correggere. Le basi di un metodo che diventerà mestiere.
Nell’ufficio del padre, costruttore di piscine, Bizzarri si ritaglia un angolo-laboratorio: prime riparazioni, esperimenti di car audio e prove ispirate dagli articoli di Nuova Elettronica. Arrivano anche le prime due ruote: Benelli 125 2C e poi la Benelli 354 Sport, modificata e verniciata nella “Valle dell’Inferno”. Di giorno benzinaio API, di notte carburatori, saldature e regolazioni: la meccanica come palestra di logica e pazienza.
Nel vano cucina dell’appartamento-ufficio nasce il primo vero laboratorio: banco in legno, saldatore acceso, componenti ovunque. L’elettrauto sotto casa affida a Bizzarri le autoradio da resuscitare. È l’epoca dei car stereo Pioneer e Alpine, degli amplificatori separati e delle casse a più vie. Pianali su misura, woofer, midrange e tweeter, crossover regolati a orecchio e con l’oscilloscopio. Ogni suono calibrato è una piccola vittoria.
Equilibrio tra misura e ascolto: la precisione diventa stile.
Dopo il diploma al Galileo Galilei, due scuole di metodo: Philips e Sony. Alla prima l’efficienza industriale, alla seconda la cultura della perfezione: o funziona sempre e bene, o non è accettabile. Una filosofia che Bizzarri porterà con sé nell’integrazione di sistemi.
Nei turni liberi fa il fonico al Cineporto, tempio della musica romana. Sul palco scorrono i Mad Dogs, i Bridge di Federico Troiani, gli Emporium di Duilio Sorrenti, i Soultimer con Erbie Goins. La perfezione non è volume ma equilibrio: un fonico bravo non si nota.
Con Togra arriva il banco di prova definitivo: riparazioni per studi, service e tournée. Mixer analogici, registratori multitraccia, centraline luci, apparati broadcast. Quando si guasta davvero qualcosa, chiamano lui: la diagnosi arriva spesso prima dello strumento.
Il passo successivo è naturale: impianti televisivi, mixer audio, centrali video per RAI ed emittenti private, dai primi studi di Domenica In alle regie dei TG locali. Con la nascita di Bizzarri Impianti, lo stesso rigore entra nel mondo della sicurezza e della domotica, con sistemi complessi per enti pubblici e istituzioni. Un percorso che culmina nell’installazione di microfoni Sennheiser nella Sala della Presidenza del Consiglio dei Ministri: dal laboratorio di cucina al cuore dello Stato.
Bizzarri è stato più volte ospite di UnoMattina su Rai 1 per parlare di sicurezza, allarmi e videosorveglianza. Un servizio è disponibile su RaiPlay:
Oggi tutto converge in un principio semplice: far funzionare le cose, farle bene e farle durare. Che si tratti di antifurto, videosorveglianza, rete o domotica, il metodo non cambia: analisi, integrazione, taratura, documentazione, manutenzione. Ogni progetto è un sistema organico, non una somma di componenti. Il cliente non acquista una “scatola”, ma un’infrastruttura affidabile con responsabilità definite e tempi certi di intervento.
La competenza è il vero antivento contro guasti e sorprese in cantiere.
Chi lavora con Bizzarri ne riconosce la costanza, la precisione e quel rispetto quasi artigianale per il lavoro ben fatto. La curiosità è rimasta la stessa di un tempo. Solo gli strumenti sono cambiati.
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