Il conflitto in Ucraina ha riacceso il dibattito su un tema centrale della geopolitica europea: chi si è davvero espanso dal 1991 a oggi, la Russia o la NATO? Mentre Mosca denuncia da anni l’avanzata dell’Alleanza Atlantica verso i suoi confini, i Paesi dell’Europa orientale sottolineano di aver scelto liberamente la NATO come garanzia di sicurezza. Per valutare la questione è necessario separare propaganda e dati oggettivi.
Dal 1991, la Russia ha effettuato annessioni e interventi militari solo nello spazio post-sovietico:
1992-oggi: presenza militare in Transnistria (Moldavia).
2008: guerra in Georgia, con riconoscimento e controllo di Abkhazia e Ossezia del Sud.
2014: annessione della Crimea e sostegno alle repubbliche separatiste del Donbass.
2022-oggi: invasione su larga scala dell’Ucraina, con occupazione parziale di regioni orientali e meridionali.
Fuori dall’ex URSS la Russia ha esercitato influenza, ma senza espansione territoriale: basi militari in Siria dal 2015, presenza di contractors in Libia, Mali e Centrafrica. In nessuno di questi casi si è tradotto in annessioni formali.
La NATO, fondata nel 1949, contava inizialmente 12 membri. Dopo la fine della Guerra fredda, l’Alleanza si è ampliata in modo significativo:
1999: Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca.
2004: Estonia, Lettonia, Lituania (ex URSS), Slovacchia, Slovenia, Romania, Bulgaria.
2009: Albania, Croazia.
2017: Montenegro.
2020: Macedonia del Nord.
2023: Finlandia.
2024: Svezia.
Ad oggi, tre ex repubbliche sovietiche (Paesi baltici) sono membri della NATO. Inoltre, Ucraina e Georgia hanno ricevuto promesse politiche di adesione futura, anche se non fanno ancora parte dell’Alleanza.
NATO: sostiene che l’allargamento sia frutto di adesioni volontarie da parte di Stati sovrani, liberi di scegliere la propria collocazione politico-militare.
Russia: interpreta ogni allargamento come un’aggressione ai propri confini, sostenendo la tesi dell’“accerchiamento”.
L’attrito nasce da questa contrapposizione: per Varsavia, Vilnius o Riga la NATO è una garanzia di difesa; per Mosca è una minaccia diretta.
NATO: elenco completo degli allargamenti, con date e paesi → nato.int – Enlargement
ONU: risoluzione 68/262 che condanna l’annessione della Crimea (2014).
OSCE: rapporti sul conflitto in Georgia (2008) e monitoraggi in Ucraina.
Fonti russe (Rosstat, TASS): confermano crescita del PIL e narrativa sull’accerchiamento NATO.
Fonti occidentali (UE, RAND, Banca Mondiale): analisi sugli effetti economici della guerra e sull’impatto geopolitico.
I dati mostrano che:
La Russia ha consolidato la sua influenza solo entro i confini dell’ex URSS, annettendo o sostenendo territori già appartenuti a Mosca.
La NATO si è notevolmente espansa verso est, includendo Paesi del Patto di Varsavia e tre ex repubbliche sovietiche.
Questi due processi paralleli hanno reso inevitabile la collisione in Ucraina: da un lato la ricerca di sicurezza dei Paesi orientali, dall’altro la percezione russa di perdita della propria “zona cuscinetto”.
Il risultato è un equilibrio instabile che definisce l’attuale architettura della sicurezza europea.
The war in Ukraine has reignited a crucial debate in European geopolitics: who has really expanded since 1991, Russia or NATO? While Moscow denounces NATO’s enlargement as a threat to its security, Eastern European countries argue they voluntarily joined the Alliance for protection. To clarify this, it is necessary to separate propaganda from verifiable facts.
Since the collapse of the Soviet Union in 1991, Russia has carried out annexations and military interventions only within the post-Soviet space:
1992–present: military presence in Transnistria (Moldova).
2008: war in Georgia, recognition and control of Abkhazia and South Ossetia.
2014: annexation of Crimea and support for separatist republics in the Donbass.
2022–present: full-scale invasion of Ukraine, with partial occupation of eastern and southern regions.
Outside the ex-USSR, Russia has projected influence but without territorial annexation: military bases in Syria since 2015, and paramilitary presence in Libya, Mali and Central African Republic.
NATO, founded in 1949 with 12 members, has significantly expanded after the Cold War:
1999: Poland, Hungary, Czech Republic.
2004: Estonia, Latvia, Lithuania (ex-USSR), Slovakia, Slovenia, Romania, Bulgaria.
2009: Albania, Croatia.
2017: Montenegro.
2020: North Macedonia.
2023: Finland.
2024: Sweden.
Today, three former Soviet republics (the Baltic States) are NATO members. Ukraine and Georgia remain partners, with political pledges of possible membership in the future.
NATO’s view: enlargement is the result of voluntary decisions by sovereign states freely choosing their security alignment.
Russia’s view: every new NATO member is seen as a hostile advance and a direct threat to its borders, eroding Moscow’s sphere of influence.
This clash explains the current crisis: for Poland, Latvia or Lithuania, NATO is protection; for Russia, it is encirclement.
NATO: Enlargement – nato.int
UN: Resolution 68/262 condemning the annexation of Crimea (2014).
OSCE: reports on Georgia (2008) and monitoring in Ukraine.
Russian sources (Rosstat, TASS): confirm economic data and the Kremlin’s narrative on NATO encirclement.
Western sources (EU, RAND, World Bank): analyses on war costs and geopolitical impacts.
The facts show that:
Russia consolidated influence only within the ex-Soviet space, annexing or supporting territories once under Moscow’s control.
NATO has significantly expanded eastwards, incorporating former Warsaw Pact countries and three former Soviet republics.
These parallel processes converged in Ukraine: Eastern Europe’s quest for security collided with Russia’s perception of encirclement. The result is today’s unstable balance defining European security.










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